
Perchè Warrenbrandeis
Warrenbrandeis è uno spazio che mi riservo per parlare di privacy, che poi è la materia con la quale mi confronto quotidianamente per mestiere.
C'è sempre un destino nelle cose. Quelle che mi riguardano sono, da sempre, legate a questo aspetto della vita sociale: la riservatezza.
Sono, per carattere, una persona riservata. Mi piacciono le persone che hanno il senso del limite, che capiscono quando è il momento di parlare e quando, invece è il caso di tacere. Io per primo, anche se sono un avvocato, prima di parlare penso sempre se sia il caso oppure no. E spesso arrivo alla conclusione che è meglio star zitti e esercitare quell'arte difficile che si chiama "saper ascoltare": un bel tacer non fu mai scritto.
Siccome le parole sono importanti, dirò poi che "privacy" - da sempre - fa parte del mio lessico famigliare. Credo che sia stata la prima parola inglese che ho imparato.
Così, anche se è un'espressione di una lingua straniera, per me da sempre è un termine che sento parte della mia lingua madre.
Così credo sia stato il destino che mi ha portato a occuparmi di privacy quando, da studente di giurisprudenza, ho approfondito per la mia tesi di laurea i temi dell'intercettazione telefonica illecite in Italia e negli stati Uniti.
Ed è stato lì, più di 25 anni fa, che ho incontrato per la prima volta Warrenbrandeis. Anzi per essere precisi Warren e Brandeis, i due giuristi che nel 1890 a Boston hanno per la prima volta scritto che doveva pur esistere un diritto ad essere lasciati soli, a non vedere invasa la propria sfera privata.
Dopo quell'incontro Warren e Brandeis, e con loro la privacy, non mi hanno più lasciato.
Così mi sembra giusto restituire loro un po' di spazio, tra le cose della mia vita, e ritagliare nel sito una sezione dedicata ad un tema che attraversa e sempre più attraverserà l'esistenza di ognuno di noi.
Warrenbrandeis non darà voce ad argomenti tecnici o giuridici, ma riscoprirà la privacy come tema sociale, come strumento per definire come disegnare il confine tra ognuno di noi e gli altri.
Gli altri ...... che poi, ma questo i giuristi spesso lo dimenticano, sono il prossimo nostro. Che dovremmo amare come noi stessi. Perchè tutto si tiene. Io quando scrivo pareri legali sui temi della privacy, cerco sempre di averlo chiaro in mente.